mercoledì 30 luglio 2008
"Fiori carbonizzati, un oceano di nero...
Sepolcri neri, arsi, di metallo,
Paramenti funebri di carbone,
Nero profondo, un oceano di nero...
Tremavano scintille di sogno...
un oceano di nero;
Carbonizzato, l'amore esalava
Un profumo di piume arse, e pioveva..
.Nero, soltanto un oceano di nero..."
GeoRge BaCoViA
Gli angoli di una misteriosa Trieste e le parole di un poeta oscuro.
Simbolismo novecentesco e suggestioni suburbane.
Poesia e Fotografia e poesia, immagini e parole, luci e lettere, riflessi e punteggiature...
Etichette: ARTS, George Bacovia, PHOTOGRAPHY, Poesia, TRIESTE
lunedì 28 luglio 2008
NuRi BiLgE CeYLaN: The ArT AnD PhiLOsoPhy oF PhoTOgRaPhy
0 commenti Pubblicato da OFFICINADIAZ alle 09:25FoR My FaTheR


"Uno degli sguardi più originali e penetranti sulle relazioni umane", "uno dei registi più apprezzati dal pubblico e dalla critica", "uno dei nomi più in vista del cinema contemporaneo", Nuri Bilge Ceylan: “l'Antonioni turco”.


Un grande fotografo, uno straordinario regista.
Arriva il suo nuovo, attesissimo film: ÜÇ MAYMUN (THREE MONKEYS). Anche questa volta Nuri Bilge Ceylan ci regala una storia toccante scandita come al solito da una regia impeccabile che gli è valsa l'Award for Best Director al Festival de Cannes. L'ennesimo riconoscimento per un'artista davvero eccezionale.
Synopsis:
A family dislocated when small failings blow up into extravagant lies battles against the odds to stay together by covering up the truth... In order to avoid hardship and responsibilities that would otherwise be impossible to endure, the family chooses to ignore the truth, not to see, hear or talk about it. But does playing "Three Monkeys" invalidate the truth of its existence?
Etichette: ARTS, CANNES, CINEMA, Nuri Bilge Ceylan, PHOTOGRAPHY
martedì 22 luglio 2008
PReMiO SeRgiO AMiDei: SeRaTa DeDicaTa ai ViNCiToRi deLLa SeCoNdA EdiziOnE deLLa MaRaToNa CiNeMaToGRafiCa 6*60
0 commenti Pubblicato da OFFICINADIAZ alle 07:06DA AMIDEILY - SABATO 19 LUGLIO - NUMERO TRE
Makin’...what?!?
6 x 60. È un’iniziativa makinga per incrementare la popolazione dei cineasti goriziani. 60 ore, 6 minuti di durata, tre vincoli (una funzione narrativa, una frasee un oggetto) da rispettare per ognuna delle venti truppe. Il risultato non è 360, ma tre: i corti vincitori dell’ultima edizione che verranno proiettati stasera al Parco Coronini all’interno di un’ipotetica rassegna Goriziana Off. È interessante riflettere sulla centralità e la funzione, in queste opere, della lente proprio in quanto elemento ottico capace di concentrare o divergere i raggi di luce. In See Through di Alessia Follador, una lente d’ingrandimento è usata come arma cyberpunk che trasforma in manichini coloro che si guardano troppo da vicino. In modo simile, in Carne in scatola, le lenti degli occhiali diventano elemento caratterizzante del look del villain: la malvagità del suo sguardo viene proiettata e diffusa fino a contagiare gli altri personaggi e ritorcendoglisi contro. Da tutt’altra prospettiva si pone il vincitore della Maratona, Carry On, dove le lenti degli occhiali rotti, sul naso dell’eroe, si fanno immagine espressionistica della sua interiorità e, ancora più a fondo, perfetta rappresentazione dell’incapacità di riconoscere il Bene in modo immediato.
Giuseppe e Martina
21:00 - Parco Villa Coronini Cronberg
La scrittura breve: MARATONA CINEMATOGRAFICA 6 X 60
Serata dedicata ai Vincitori della seconda edizione
Nella magnifica cornice del Parco Corinini sono stati proiettati in ordine ascendente i tre cortometraggi che hanno vinto. Si comincia con il 3° classificato See Through, si prosegue con Carne in Scatola che si è piazzato al 2° posto e si conclude con il vincitore della seconda edizione: Carry on di Antonio Privitera che si è classificato al 1° posto vincendo il Premio Palazzo del Cinema - Hisa Filma. A seguire il film rivelazione Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti.
PS: La foto è presa (in prestito) dalla photo gallery a cura di Silvia Profumi.
Ecco il link del sito:
Etichette: 6*60 VISIONI A TUTTO CAMPO, CARRY ON, CINEMA, PREMIO AMIDEI
lunedì 7 luglio 2008
"CaRRy oN" ViNcE iL PrEmiO PaLaZZo DeL CiNeMa - HiSa FiLM
0 commenti Pubblicato da OFFICINADIAZ alle 03:03
A LoReNZA..
SeMpRE NeL Mio CuoRe.

Il premio Palazzo del Cinema al carillon di Antonio Privitera
6 Luglio 2008
Dopo tanti sacrifici e sofferenze abbiamo vinto..
Quando tutto sembrava perduto, quando le forze cominciavano a lasciarmi, quando le gambe non sapevano dove andare, quando i piedi non riuscivano a calpestare quella maledetta benedizione di cavana: una passerella di travi e legno, stanco, vecchio, imbruttito al passaggio di camion e carpentieri ha sorretto perfettamente il "peso" della mia m.d.p..
quando tutto sembrava lontano ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo gridato il nostro dolore a tutti, il nostro silenzio invadeva le strade e i rigattieri di città vecchia gli hanno data una dimora..
Il mio, il nostro eroe, fragile, invisibile, un guasto che aggiusta una società sempre in declino..
Una società che (pur essendo bombardata d'immagini e rumori) non sa vedere nè ascoltare..
A tutti voi che mi avete dato la possibilità di girare quello che da tempo mi portavo dentro, nel cuore, qualcuno mi ha scritto che ho il cuore che mi pulsa in testa.. spero allora di continuare ad avere queste emicranie vibranti, pulsanti..
Grazie a tutti.
Grazie al mio attoreeroedriver (Enrico), grazie alla mia montatricedialoghista (Ambra), grazie al mio musicistaguasto (Nicola)..
..grazie al mio assistentetecnicofotografo (Riccardo), grazie alle assistenzetruccoacquacibosorriso (Ahlem e Giulia).
Grazie al mio tesorobiondoazzurro (Marta) che pur essendo lontana è stata sempre accanto a me, grazie a Matteo, Gabry, Rob, Lillo, Caddu, Tech, Ele, grazie a tutti quelli che hanno creduto in me, grazie a tutti quelli che non scrivo ma che ci sono (e che mi hanno regalato questo liebec da morire), grazie a tutti quelli che sono diventati "noi".
Questo successo lo dedico a tutti voi..
Carry on vince “6*60”, la maratona di corti di Makin’GO
”Non preoccuparti. Lui ha i suoi sistemi per sapere le cose”. A differenza del suo protagonista, un “eroe invisibile” che trova il suo riscatto riparando un carillon, il siracusano (ma studente a Trieste) Antonio Privitera non ha avuto bisogno di sistemi particolari per apprendere di aver vinto la seconda edizione di “6*60 – Visioni a tutto campo”. Il premio Palazzo del Cinema / Hisa Filma (realizzato come gli altri dall’artista novagoricano Anton Spazzapan) gli è stato consegnato nella sala 1 del Kinemax Gorizia da Igor Princic - in rappresentanza dello sponsor Transmedia S.p.A. - al termine della cerimonia di premiazione della maratona organizzata da Makin’GO. Il riconoscimento a Carry on come miglior cortometraggio in concorso, ciò che è valso al suo autore anche la metà del montepremi da 4600 euro, ha rappresentato il momento culminante della serata di sabato 5 luglio.
Serata iniziata alle 18.00 con l’aperitivo che ha radunato in corte Bratina le 17 troupe in competizione (3 lavori non erano stati consegnati entro la deadline delle 10.00). Nel frattempo, i ragazzi e le ragazze dell’associazione studentesca mettevano a punto gli ultimi dettagli organizzativi e la giuria si trovava riunita per deliberare l’assegnazione dei riconoscimenti. Venuto a mancare rispetto alla scorsa edizione il premio del pubblico, il quintetto di addetti ai lavori guidato da Pierluigi Pintar ha dovuto operare una selezione non semplice, stante anche il buon livello medio delle opere presentate, rimarcato in sala dallo stesso presidente di giuria. Giuria – composta anche da Serena Agusto, Serena D'Urbano, Giuseppe Colella ed Igor Prassel (tutti professionisti del settore audiovisivo) – che ha compilato il palmares piazzando al secondo posto Carne in scatola di Nevio De Conti, storia di una vendetta girata in un secco bianco e nero.
Il gradino più basso del podio e l’ultima fetta del montepremi sono quindi andati alle Particelle elementari capeggiate da Alessia Follador: il loro See through ha messo in scena la visionarietà di un uomo in grado di trovare un’anima anche in oggetti inanimati come i manichini che popolano un cimitero d’auto. Una menzione speciale è stata poi assegnata alla sceneggiatura di Fragile, di Antonio Bosdachin, per l’efficacia con cui intreccio e dialoghi costruiscono l’evoluzione di un rapporto. A chiudere la lista, le novità di quest’anno, cioè i riconoscimenti alle migliori interpretazioni, maschile e femminile: la performance di Andrea Fontanelli nei panni della vittima che diventa carnefice ha portato un secondo premio nella cascina di Carne in scatola; a dare un sapore più internazionale alla manifestazione ha pensato invece Agathe Philippe, attrice francese di formazione teatrale ed esuberante interprete di Morto il 4 luglio, per la regia a sei mani di Luca Chinaglia, Elena Geri e Marco Rizzo.Al termine delle premiazioni la carovana di “6*60” si è quindi spostata al centro culturale di Nova Gorica, per la festa di chiusura a base di gulasch e birra, quest’ultima sapientemente mixata da miss Nina Vegas, rock-dj conosciuta ed apprezzata in molti club del Nordest.
[..]
Approfondimenti sul sito di MAKIN'GO:
E altri..:
martedì 1 luglio 2008
L’oPeRa ArChTteTToNiCa e Lo SpeTTaCoLO CiNeMaTogRaFicO
0 commenti Pubblicato da OFFICINADIAZ alle 06:47IL RuOLo DeL CiNeMa e Dell’ArChiTeTTuRa Nella SoCieTà CoNteMpoRaNeA
Il cinema svolge un ruolo importante nella nostra società e come l’architettura fa parte di un meccanismo percettivo dell’arte totale[1], il loro rapporto è così importante tanto che nell’arte contemporanea (si pensi alle sperimentazioni del Fuksas) sono sempre più frequenti certe tecniche di rappresentazione (comunemente chiamate Installazioni Video) il cui supporto digitale (filmato/video) rappresenta lo strumento ideale con il quale visualizzare le opere architettoniche; l’immagine cinematografica è, insomma, un elemento linguistico dell’architettura nel suo farsi.
Cinema e architettura si trovano all’interno di un contesto socio-urbanistico ben definito, contribuiscono attivamente alla comprensione ed allo sviluppo delle città perché - come hanno sottolineato vivacemente due grandi esponenti di queste arti (quasi) complementari - cercano di rispondere ad esigenze spazio-temporali molto simili.
Riporterò di seguito una parte della conferenza che si è tenuta a Locarno all’interno dell’interessante Festival D‘arte Cinematografica. Il dibattito sul rapporto tra cinema ed architettura ha avuto come relatori il regista tedesco Wim Wenders e l’architetto romano Massimiliano Fuksas, protagonisti assoluti dell’attuale panorama artistico e concettuale:
[..]
Massimiliano Fuksas: Esistono due modi di relazione tra architettura e cinema: uno è quello di usare l'architettura come un palcoscenico, l'altro è quello secondo il quale è l'architettura ad usare il cinema, che poi è quello che io faccio nel mio lavoro. Dopo aver conosciuto Alfred Hitchcock, sono arrivato ad un’economia architettonica che prima non possedevo.
Wim Wenders: Noi due abbiamo una cosa in comune: le persone devono "abitare" le nostre creazioni, e questa è una bella responsabilità! Inoltre, sia il cinema che l'architettura, devono lasciare degli interstizi, degli spazi vuoti che permettano al fruitore di usare la fantasia, di completare il non-detto. Spesso i film, come gli edifici, sono costruiti senza aria, sono soffocanti, pieni, non lasciano spazio al respiro.
Massimiliano Fuksas: Infatti. In architettura già dagli Anni Ottanta esiste il concetto soprannominato "in between", che attribuisce valore maggiore al non-edificato, allo spazio vuoto. I film americani oggi sono "densi": basti pensare alla musica, che è continua, non lascia momenti di silenzio, nemmeno nei passaggi. Derrida ha studiato a fondo il concetto di interpretazione e la costruzione del senso, cosa che andrebbe essere sempre legata all'etica: un artista deve chiedersi sempre perché fa ciò che fa, se ciò che fa è necessario e se restituisce qualcosa del concetto che c'è alla base. Non bisogna cercare soluzioni, dare risposte, ma essere critici.
[..]
Wim Wenders: Tornando al discorso precedente, la forma esiste nel cinema per scomparire, per veicolare un concetto, deve essere invisibile. Noi registi lavoriamo molto sulle forme, e anche con il tempo, perché in un film lo spazio è implicito.
Massimiliano Fuksas: Il problema infatti è proprio il rapporto tra il visibile e l'invisibile in un'opera.
Wim Wenders: Quando la forma impone se stessa è brutta. Spesso mi capita di dover lasciare da parte le migliori inquadrature perché il film funzioni. La forma di per sé non è emozionante, ma del resto non si può prescindere dalla forma, perché è ciò che tiene in rapporto visibile e invisibile. A volte, anzi, essa produce senso, qualcosa dell'ordine dell'invisibile. Tornando al concetto iniziale che volevo esprimere, ovvero che il cinema nasce con la città, volevo dire che le metropoli sono luoghi che sottraggono tempo, il cinema è il veicolo che ci ricorda ciò che perdiamo. Riguardo al cinema americano, non bisogna usare come criterio la qualità: c'è qualità anche nell'intrattenimento! C'è il grande intrattenimento, ci sono i blockbuster e poi c'è tanta spazzatura. Non si può semplificare tutto al bianco e al nero! Certo, posso pensare che la mia vita sarebbe migliore se non avessi visto La guerra dei mondi, ma comunque mi ha aiutato a dimenticare, che è sempre utile. Di venti progetti che ho in mente, ne riesco a realizzare solo uno. E a volte i film che non ho fatto continuano a vivere e prendono corpo magari in una sola inquadratura. Nei miei film rimane quanto più spazio possibile, ed è proprio quello il mio vero lavoro. Il resto è struttura, architettura, appunto. Tutto ciò che non è necessario viene tagliato, per rivelare l'essenza.
Queste brevi ma specifiche osservazioni possono aiutarci nella ricerca della continuità linguistica del cinematografo e dell’architettura. Sopra si accennava alla forma, allo spazio ed al tempo. Vedremo quindi come (e quanto) queste coordinate incidano sul rapporto linguistico di cinema ed architettura; due mondi così (apparentemente) distanti eppure così vicini nella loro complessità espressiva: il concetto filosofico che si palesa attraverso l’uso delle parole è riconducibile al concetto cinematografico che si esprime attraverso le immagini, così come, questi, è strettamente legato al concetto architettonico che si esprime attraverso lo spazio.
- Continueremo con l'analisi della Forma dello Spazio e del Tempo..
Buona Lettura.
Etichette: ARCHITETTURA, ARTE, ARTS, CINEMA
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