lunedì 31 marzo 2008

"Graecia capta ferum victorem cepit...".
Oltre venti secoli dopo le parole di Orazio la storia si ripete.
Palazzo Te, a Mantova, ospita infatti dal 29 Marzo al 6 Luglio 2008 "La forza del bello", mostra che ospita oltre 120 opere provenienti da musei europei ed americani che accompagneranno il visitatore in una riscoperta della presenza dell'arte greca sul territorio italiano.
le tre macrosezioni, "Un'Italia greca", "La Grecia conquista Roma" e "Nostalgia della Grecia", affrontano diversi periodi storiciche hanno visto fiorire l'arte greca (dal VII secolo a.C. alla riscoperta quattrocentesca) e presentano un catalogo di opere veramente impressionante che sicuramente renderà questa mostra un evento imperdibile per tutti coloro che già conoscono questo mondo allo stesso tempo vicino e lontano e sicuramente contribuirà a ingrossare le file degli appassionati...
Sede della mostra
Palazzo Te
Viale Te, 13 – 46100 Mantova
Durata della mostra
29 marzo – 6 luglio 2008
Prenotazioni
199 199 111
dall’estero +39 02 43353522
dal lunedì al venerdì ore 9 – 18
Diritto di prenotazione
Tariffa ordinaria: 1,5 €
Tariffa per studenti: 0,5 €
Orari
9.00 – 19.00
(chiusura biglietteria 18.00)
Modalità di visita
La visita della mostra è regolamentata da un sistema di fasce orarie con ingressi programmati.
La prenotazione è obbligatoria per i gruppi e consigliata per i singoli.
Il biglietto di ingresso consente la visita gratuita anche del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano (Largo XXIV Maggio, 12).
Biglietti
intero: 10 €
ridotto: 8 €
gruppi superiori alle 15 unità, maggiori di 60 anni, possessori del biglietto di ingresso al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, possessori MantovaCard, possessori di CardBresciaMusei, soci Touring Club, soci FAI, altre categorie convenzionate
ridotto: 4 €
visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari e disabili
gratuito
minori di 11 anni, un accompagnatore per gruppo, due accompagnatori per scolaresca, accompagnatori di disabili che presentino necessità
Visite guidate alla mostra incluso Palazzo Te
Gruppi (minimo 15 – massimo 25 persone)
in lingua italiana: 160,00 €
in lingua straniera: 180,00 €
La tariffa della visita guidata comprende l’utilizzo delle radioguide.
Per i gruppi con guida propria il noleggio delle radioguide è obbligatorio al costo di euro 30,00 per gruppo.
Scuole (massimo 25 studenti)
in lingua italiana: 100,00 €
in lingua straniera: 180,00 €
Per le scuole non sono disponibili le radioguide.
Progetto didattico
Comune di Mantova - Settore attività culturali:
Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani: + 39 338 8284909 +39 346 0450953
Visite serali riservate ed eventi in mostra
Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te: + 39 0376 369198
Il sito della mostra:
Biglietti online:
www.vivaticket.it
sabato 29 marzo 2008
The Super8 Programme vol.1
Vedendo e rivedendo la produzione in super8 di Derek Jarman si avverte immediatamente questa sensazione di instabilità della materia, di inafferrabilità di un tempo che fluisce e che cerca di essere fermato sotto forma di ricordi frammentari, spesso attraverso un ralenti esasperato e onirico. Dalla trama continua di doppie esposizioni, rifilmaggi, impasti granulosi di luci e colori, ciò che emerge è una coagulazione di una dimensione temporale concretamente vissuta su set estemporanei, casuali e improvvisati, ma in definitiva frutto di stati d’animo, di una predisposizione verso il mondo che Jarman ha quasi sempre rappresentato in forma mitica. Bruno Di Marino, Rarovideo
-Le visioni di un eccessivo e oltraggioso regista, sensibile alle trasgressioni culturali del punk britannico, provocatore e portavoce della questione omosessuale in una nazione di "endemico conformismo".
-Le sfumature sonore degli Psychic TV, un allucinato progetto di video-arte e musica sperimantale che spazia dall'elettronica alla psichedelia.
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Con TG Psychic Rally in Heaven il gruppo denuncia la base consumistica su cui si regge la musica rock. Il tema sonoro nasce dalla confessione di un giovane americano, accusato di violenza carnale e dell’omicidio di una bambina di dieci anni. Avendo al fianco William Burroughs, come guru, Genesis P.Orridge costruisce le sue composizioni con materiali dalla provenienza più disparata. La conclamata tecnica del cut-up dello scrittore fornisce lo spunto di un lavoro che diverrà gradualmente più radicale verso la fine degli anni Ottanta, concentrandosi sugli strumenti del controllo sociale e strizzando l’occhio ai temi della cospirazione. [...] Nel 1983 Genesis P.Orridge, uno degli organizzatori di The Final Academy Event invita William Burroughs a Londra per una serie di incontri presso la galleria B2 di David Dawson, la sala cinematografica Ritzy a Brixton e la discoteca gay Heaven. Queste serate sono il soggetto di Pirate Tape/Film (WSB). Lo scrittore è ripreso mentre esce da un taxi e mentre legge brani della sua opera dietro porte di vetro. Diversamente dai ritratti di amici e personaggi familiari [...], lo sguardo su Burroughs si mantiene distante, in campo c’è lui ma ci sono anche i suoi accompagnatori. “Posso pensare a scrittori grigi? Forse Beckett. Certamente William Burroughs; il primo per le sue opere, il secondo per il suo aspetto. Un gentiluomo sotto il cappello grigio perla. Grigio nella prigionia dell’eleganza sartoriale. Frate grigio, francescano. Eminence grise” (Derek Jarman, Chroma, p. 49). Jarman si era accostato all’opera di Burroughs negli anni Sessanta. Inedito e sconosciuto in Gran Bretagna fino al 1962 quando al festival di Edimburgo la scrittrice americana Mary MacCarthy lo cita come uno dei più interessanti giovani autori americani. Gianmarco Del Re, Derek Jarman, Milano, Il Castoro, 1997
Buona visione
Etichette: CINEMA, DEREK JARMAN, VIDEO
giovedì 27 marzo 2008

Ueberraschung!
..freunde
sowohl
freundinnen..
Lo Schiele del digitale? forse no, ma il Taddo di questa foto è veramente da ricordare. Gli scorci di Vienna saranno suggestivi... ma quanta pioggia bisogna sudare per vedere il bel visino del nostro crucco preferito?! servus hochschullehre!
L'applauso italiano...... 
L'auge austriaco...
Officinadiaz sarà lieta di ospitare tutti i barbari che per amore del limes lasceranno l'elegante capitale imperiale. Thor e Odin, arrivo e partenza, 8 - 12 Maggio: noi ci saremo.
Etichette: BACHECA
mercoledì 26 marzo 2008
Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
visione, una distanza ci divide.
(Eugenio Montale)
Ma il nostro avvicinarsi è interrotto dal deformarsi delle immagini davanti ai nostri occhi, che si allontanano da noi fino a non appartenerci più.
E, d'un tratto, tutto scompare nell'introvabile passato: è l'inesorabilità della dimenticanza.
Ecco un link utile:
it.dada.net/freeweb/eugeniomontale/
Etichette: Poesia
lunedì 24 marzo 2008

il suo piccolo(?) capolavoro: raffinano lo sguardo,
eliminano "macchiette musicali" e raggiungono la vetta della loro cifra stilistica.
E' possibile non scottarsi quando è il fuoco a giocare con noi?
E' possibile non sentire quando sono le immagini a parlarci?
"Exploiting Sound, Exploring Silence"*
Un Teaser perfetto: la voce fuori campo di Ed Toni Bell, un vecchio sceriffo che porta la firma del magnifico Tommy Lee Jones, mentre la regia dei fratelli Coen s'impone come sguardo primordiale del deserto Texano, lluminato dalla suggestioni del direttore della fotografia Roger Deakins, suggerendoci una disillusione all'insegna della morte, immagini asciutte, allegoria di un mondo in cui la violenza è il vero linguaggio della società.
"Exploiting Sound, Exploring Silence"
Una caratteristica fondamentale è rappresentata dall'assenza del commento musicale.
Una colonna sonora che è la summa di quel cinema tout-court fatto di dialoghi e silenzi, inseguimenti e spari.
Una parabola lineare del trionfo silenzioso della violenza e dell'avidità.
Avida è la figura del cacciatore Llewwlyn (Josh Brolin) che per amore del denaro va incontro alla morte.
Lo sceriffo è passione e disincanto, osservatore addolorato, sconforto "intrappolato" dall'impossibilità dell'agire, valori e sentimenti sembrano appartenere ad un passato troppo lontano ed il presente è destinato soccombere sotto il sangue che ha macchiato la sua dignità.
Il cacciatore è la maschera dell'illusione. Si convince senza speranza di poter scampare alla violenza della scena iniziale, ma nella storia non c'è spazio per la felicità: la tragedia si è compiuta. Tutto accade fuori campo, senza la spettacolarizzazione di una regia votata all'eccesso, quello che è necessario è stato mostrato, la crudeltà delle azioni lascia il posto alla solitudine delle illusioni, è questo quello che conta.
Un discorso a sè merita il grandissimo Javier Bardem, eccezionale protagonista nel ruolo di un inquietante killer. Esaustivo a tal proposito risulta l'intervento di Antonio Monda in La Repubblica: "..l'invenzione più affascinante e azzardata è quella relativa al personaggio di Anton Chigurh. Fedeli all'insegnamento di Alfred Hitchcock, secondo cui più è riuscito il cattivo più è riuscito il film, i Coen hanno dedicato la massima attenzione a questo assassino psicopatico, che hanno trasformato nel vero protagonista. Hanno chiamato a interpretarlo Javier Bardem, cui hanno imposto una pettinatura ridicola, che ne accentua la presenza raggelante e, malsana. Chigurh è una raffigurazione del male assoluto e risulta spaventoso proprio grazie alla scelta di farlo agire goffamente: il totale distacco con cui uccide, che si alterna a lampi di furia assassina, ne fanno uno dei malvagi più memorabili della storia del cinema."
Ci sembra doveroso segnalare il link, per chi volesse cimentarsi con un articolo in lingua inglese, dove potrete trovare la bella recensione di Dennis Lim pubblicata da The New York Times il 6 gennaio 2008:
http://http//www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=253769
Etichette: CINEMA, COEN, NO COUNTRY FOR OLD MEN
domenica 23 marzo 2008
ed è subito sera.
(Salvatore Quasimodo)
Etichette: Poesia
sabato 22 marzo 2008
viso m’apparve, o sorriso
di lontananze ignote
fosti, la chinea erbunea
fronte fulgente o giovine
suora de la Gioconda:
o delle primavere
spente, per i tuoi mitici pallori
o Regina o Regina adolescente:
ma per il tuo ignoto poema
di voluttà e di dolore
musica fanciulla esangue,
segnato di linea di sangue
nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:
ma per il vergine capo
reclino,io poeta notturno
vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
io per il tuo dolce mistero
io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
fu dei capelli il vivente
segno del suo pallore,
non so se fu un dolce vapore,
dolce sul mio dolore,
sorriso di un volto notturno:
guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
e l’immobilità dei firmamenti
e i gonfii rivi che vanno piangenti
e l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
e ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
e ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.
(Dino Campana)
Espressione di sensazioni, di suoni, di colori e odori; l'intuizione e l'immersione nell'interiorità dei ricordi esplodono in visioni allucinanti e deformate.
La realtà non è conoscibile attraverso la ragione: è l'abbandonarsi alle sensazioni a-razionali che ci permette di percepirla.
La Chimera, l'utopia, il sogno: sono immagini confuse, in una dimensione onirica; una donna, l'illusione, la speranza, si celano nelle suggestioni simboliche create dalle parole.
E tutto è confuso.
Visionarietà, sogno, allucinazione poetica.
Etichette: Poesia
venerdì 21 marzo 2008
Una svolta che ha pochi precedenti nel mondo della musica, un passo fondamentale nella loro discografia: Il gruppo di Tom Yorke si autodistribuisce direttamente on-line.
Radiohead? Si, grazie.
Canzoni, le loro, che sotto la piccola(?) etichetta "capolavoro degli anni '90" hanno disegnato i momenti più alti del quadro musicale moderno: da Creep a How To Disappear Completely da Exit music (for a film) a There There. Canzoni squisitamente sentimentali, personali evocazioni che aprono, che lo si voglia o meno, un'autentica porta all'onirico mondo del "suono".
Con "In Rainbow" le visioni notturne maturano, la dolcezza del sogno di Tom Yorke ci fa quasi rabbrividire; quando i climax di Nude o All I Need "anestetizzano" di trascendente magia le nostre orecchie è pelle d'oca. Un viaggio onirico che ci regala un'elegante interpretazione di Tom Yorke: una voce dalla sensualità unica.
Il problema suscitato dal nuovo modo di fruire la musica (dai lettori mp3 agli archivi sempre più invisibili della rete) è sottolineato dal coraggioso tentativo di fornire delle risposte non più artistiche ma commerciali.
Dal "normale" bisogno d'intossicazione musicale al "virtuale" bisogno di non-considerare l'esigenza, puramente economica, di chi ci regala atmosfere che ci continuano (per fortuna) a catapultare in non-luoghi di melodie, ritmi e parole.
Tristezza sia per chi non si è ancora scontrato, sia per chi non ha ancora superato i limiti del dogma contemporaneo:
-La domanda: quanto deve costare la musica oggi?
-La risposta: it’s up to you. Dipende da te.
Sperando che "In Rainbow" dia il via* ad una valida alternativa allo "scaric-a-mmassa" dei circuiti viziosi di emule & company che con l'andare del tempo stanno, inevitabilmente, svuotando l'approccio critico all'album come opera musicale e, irriparabilmente, incentivando l'ascolto distratto del puzzle che l'incoming violento, ingordo e gratuito ci scaraventa ogni-giorno sul nostro non-giradischi preferito: il pc.
"In Rainbows" è forse il disco meno immediato del quintetto inglese, persino più dell’ossessivo ed elettronico "Kid A". Ed è, se volete, il disco della definitiva maturità di questa band, l’album che poco aggiungerà ai cuori di chi ha amato "Ok Computer" oppure i toccanti momenti di "Amnesiac", ma fa intravedere che i Radiohead ci sono ancora, che la loro musica offre ancora numerosi spunti intimisti, "Nude" su tutti.
*Anche se ufficialmente è stato considerato un -parziale fallimento (..) per promuovere "In Rainbows"- non smetteremo di ribadire la nostra solidarietà con la politica dei Radiohead.
Se volete ulteriori informazioni potete consultare un'articolo che abbiamo trovato sul sito del Corriere della Sera, ecco il link:
http://www.corriere.it/spettacoli/07_novembre_07/marchetti_radiohead.shtml
Vi segnaliamo altri link utili:
http://www.radiohead.com/deadairspace/
http://www.ondarock.it/popmuzik/radiohead.htm
Etichette: IN RAINBOWS, MUSICA, RADIOHEAD
giovedì 20 marzo 2008
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto
(Giuseppe Ungaretti)
Il porto sepolto è il luogo in cui il poeta riesce a cogliere l’essenza della vita; da questa poesia, colta nella profondità, scaturiscono la purezza e la bellezza della parola poetica.
Una purezza paradossale, espressa dal retaggio di un nulla inesauribile.
Ecco un link utile:
www.einaudi.it/einaudi/ita/news/can4/102-437.jsp#ungaretti
Etichette: Poesia
mercoledì 19 marzo 2008
osava. M'incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo.
Amai la verità che giace al fondo,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l'abbandona.
Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.
(Umberto Saba)
Una poesia dell'amore per le parole semplici , "quotidiane"; per la verità - nascosta nel buio del nostro animo, che il dolore ci fa conoscere - ; per il lettore, colui che ascolta e sa capire.
Una poesia, un manifesto poetico, una ricerca.
Una poesia dell'amore per la poesia.
Ecco un link utile:
www.mieilibri.it/Letteratura-italiana/Saba.html
Etichette: Poesia
martedì 18 marzo 2008
Etichette: BACHECA
lunedì 17 marzo 2008
Etichette: CINEMA
domenica 16 marzo 2008
e trova collocazione e spessore tematico nel contesto metaforico della 'Zona' e
nella capacità evocativa della tecnica che Tarkovskij usa per filmarla.
Etichette: CINEMA
venerdì 14 marzo 2008
Il film inizia con un viraggio sporco (le tonalità vanno da grigio-antracite a sfumature seppia )
che sottolinea lo squallore degli ambienti domestici, Tarkovskij indaga l'intimità della stambèrga, concentrandosi sui primi piani dello Stalker, della figlia e della moglie, che ritrae in una soluzione di assoluta ambiguità: la plasticità delle ombre, come in una tavolozza di colori, si amalgama alla superficie degli oggetti e i dettagli lasciano il posto ai particolari enfatizzati dallo spiazzante paradosso essere umano-statua di cera. Seguire piuttosto che riprodurre, è questa scelta stilistica che ci scaraventa dentro le vibrazioni degli oggetti causate dal passaggio del treno. Il montaggio è sempre più rarefatto, emblema dei movimenti di macchina è il lavoro eseguito da un "artigiano"delle immagini, quale è Tarkovskij, che con questo piano-sequenza ci porta direttamente ad un altro punto-chiave, ovvero l' incontro-scontro con la moglie dopo il risveglio dello Stalker. Questo sostituirsi silenzio-rumore, che suono non è, staticità-vibrazione, che movimento non è, basterebbe(?) come chiave di lettura ed 'accesso' al conseguente superamento di schemi convenzionali del cinema. La plasticità delle immagini viene conferita soprattutto dalla componente luministica, che, afferma negando, descrive tacendo e separa unendo i confini tra l'epidermide dei due protagonisti, in particolar modo quella dello Stalker, e "le pareti, le porte, l'acqua, gli stracci..." Si prosegue con il 'sudiciume' del bar e degli scorci industriali (dai quali possono derivare interpretazioni socio-politiche, come le risonanze orwelliane sottolineate dai critici; oppure, come i rapporti tra filo spinato-guardie-cranii rasati e l'universo concentrazionario del gulag) che percorerranno lo Stalker, lo Scrittore e lo Scienziato, prima a bordo di una jeep e poi, in una sequenza ipnotizzante, sulle rotaie con un carrello militare.
Ecco un paio di link utili:
http://www.mymovies.it/filmografia/?r=1169
http://www.imdb.com/title/tt0079944/
Etichette: CINEMA, TARKOVSKIJ
Etichette: Claudio De Vecchi, LIBRI, NON DI SOLA GUERRA
giovedì 13 marzo 2008
Ecco alcuni link utili:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ingmar_Bergman
http://it.wikipedia.org/wiki/Sven_Nykvist
http://www.mymovies.it/biografia/?r=1169
http://www.1aait.com/larovere/fotograf.htm
*Il titolo del saggio rappresenta questi tre concetti:
Intimo (indica Bergman ed il suo 'dramma da camera').
Viaggio (indica Tarkovskij ed il 'viaggio' nella poesia del tempo vuoto). Fotografia (indica lo specifico tecnico, ed in particolare chiama in causa la figura di un direttore della fotografia come Sven Nykvist, che si pone come ponte fra i due registi).
Etichette: BERGMAN, CINEMA, SVEN NYKVIST, TARKOVSKIJ
mercoledì 12 marzo 2008
"La calamità dell'uomo, è il creder di sapere." Montaigne
"Fingere di sapere quando non si sa è una malattia." Lao Tzu
"Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli." Giacomo Leopardi
Etichette: BACHECA














