lunedì 17 marzo 2008
"[... Che siate un patito di cinema o semplicemente qualcuno a cui piacciono i film, troverete (..) un bel pò di cose che potranno illuminarvi, divertirvi, magari lasciarvi sbalorditi o forse persino irritarvi fino all'esasperazione. Che cosa potreste volere di più?]"
Dall'introduzione di Barry Norman.
Le curiosità al cinema e del cinema: piccoli pettegolezzi e grandi segreti "rubati" al grande schermo, un mondo, quello cinematografico, che continua a sorprenderci anche senza immagini.
Partiremo da alcuni estratti del libro a cura di Rhiannon Guy edito in italia da Einaudi;
LE CANTONATE DEI CRITICI*
Il film: Apocalypse Now (1979)
La critica: "Un lavoro decisamente brutto, decisamente sotto tono", su "Atlanta Journal".
I fatti: Con otto nomination agli Oscar, il film ne ha vinti due: per la fotografia e la colonna sonora. E' normalmente considerato uno dei più grandi film di tutti i tempi.
Il film: Taxi Driver (1976)
La critica: "Una vicenda sconnessa, pasticciata, priva di spessore e impantanata in una ricerca del sensazionale da quattro soldi", Marcia Magill su "Film Review".
I fatti: Il film ha avuto quattro nomination agli Oscar. Nel 2001 gli spettatori di Channel 4 lo hanno collocato al 22° posto tra i più bei film di tutti i tempi.
Il film: Psycho (1960)
La critica: "Hitchcock non ci offre uno spettacolo di intrattenimento ma la compiaciuta presentazione di una perversione sperimentata attraverso un'altra persona", Robert Hatch su "Nation".
I fatti: Il film ebbe quattro nomination agli Oscar. Nella sua vita Alfred Hitchcock ha collezionato otto nomination come migliore regista e nel 1968 gli è stato conferito l'Oscar speciale alla carriera.
- Il nostro punto di vista: Una risposta autorevole, una valida alternativa all'insuccesso di certe critiche "frettolosamente negative" non è sicuramente la dorata lacca istituzionale degli Oscar che, per quanto ambita possa essere da tanta mondanità cinematografica, rappresenta un'esiguo spioncino di quella che dovrebbe essere un'autentica finestra sul mondo se si considera l'inconsistente profondità di giudizio, la mancanza di coraggio intellettuale e l'nclinazione per le grandeur dei colossall o dei blockbuster constantemente viziati dal compiaciuto riferimento al patriottismo e al nazionalismo americano.
Hollywood non basta e non basterà a soddisfare l'esigenze dei semplici spettatori o degli accaniti cinefili sempre più sensibili alle piccole realtà cinematografiche che nonostante la carenza di mezzi e risorse economiche (vedi il "neorealismo" di Kiarostami o il meltinpot del turco di Amburgo; Fatih Akin) riescono a regalare un lucido affresco di tutto ciò che per grazia o per sventura(?) non è marchiato dal "made in Usa".
Questione di Target? Probabilmente si, ma al marchio di fabbrica preferiamo un cinema anarchico (poichè indipendente), svuotato da clichè superflui, che sappia colpire a suon d'immagini, che allo sfarzo delle dive e delle statuette preferisca l'austero rigore del cinema d'autore.
Per questo pensiamo che la risposta-opposizione del libro alle suddette "cantonate dei critici" sia incompleta e non esaustiva in quanto pone come unico dato discriminante l'eventuale candidatura e/o vittoria degli Oscar. Superfluo risulterebbe soffermarsi sulla questione dell'opinione pubblica che in questo caso (l'esempio riportato è la popolarità rilevata da Channel 4) coincide con la nostra opinione dei film sopracitati.
La magia della sala, l'odore della celluloide, il fumo del proiettore e non l'invasione della pubblicità di un cinema che accontenti e che non disturbi, creando così nuove esigenze (visive) adatte alle offerte commerciali dei multisala.
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*Questi sono solo alcuni esempi di becera critica, di paradossi giornalistici che spesso
distruggono l'arte cinematografica cercando di vincolarne le qualità in freddi articoletti, o peggio, in anguste prigioni di parole, spazio d'idiozie, che hanno la pretesa delle grandi affermazioni; quando lo studio e l'analisi lasciano il posto alla cronachina da scoop.
Ecco il link al sito della Einaudi dove troverete la scheda del libro:
Etichette: CINEMA
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