sabato 29 marzo 2008
The Super8 Programme vol.1
Vedendo e rivedendo la produzione in super8 di Derek Jarman si avverte immediatamente questa sensazione di instabilità della materia, di inafferrabilità di un tempo che fluisce e che cerca di essere fermato sotto forma di ricordi frammentari, spesso attraverso un ralenti esasperato e onirico. Dalla trama continua di doppie esposizioni, rifilmaggi, impasti granulosi di luci e colori, ciò che emerge è una coagulazione di una dimensione temporale concretamente vissuta su set estemporanei, casuali e improvvisati, ma in definitiva frutto di stati d’animo, di una predisposizione verso il mondo che Jarman ha quasi sempre rappresentato in forma mitica. Bruno Di Marino, Rarovideo
-Le visioni di un eccessivo e oltraggioso regista, sensibile alle trasgressioni culturali del punk britannico, provocatore e portavoce della questione omosessuale in una nazione di "endemico conformismo".
-Le sfumature sonore degli Psychic TV, un allucinato progetto di video-arte e musica sperimantale che spazia dall'elettronica alla psichedelia.
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Con TG Psychic Rally in Heaven il gruppo denuncia la base consumistica su cui si regge la musica rock. Il tema sonoro nasce dalla confessione di un giovane americano, accusato di violenza carnale e dell’omicidio di una bambina di dieci anni. Avendo al fianco William Burroughs, come guru, Genesis P.Orridge costruisce le sue composizioni con materiali dalla provenienza più disparata. La conclamata tecnica del cut-up dello scrittore fornisce lo spunto di un lavoro che diverrà gradualmente più radicale verso la fine degli anni Ottanta, concentrandosi sugli strumenti del controllo sociale e strizzando l’occhio ai temi della cospirazione. [...] Nel 1983 Genesis P.Orridge, uno degli organizzatori di The Final Academy Event invita William Burroughs a Londra per una serie di incontri presso la galleria B2 di David Dawson, la sala cinematografica Ritzy a Brixton e la discoteca gay Heaven. Queste serate sono il soggetto di Pirate Tape/Film (WSB). Lo scrittore è ripreso mentre esce da un taxi e mentre legge brani della sua opera dietro porte di vetro. Diversamente dai ritratti di amici e personaggi familiari [...], lo sguardo su Burroughs si mantiene distante, in campo c’è lui ma ci sono anche i suoi accompagnatori. “Posso pensare a scrittori grigi? Forse Beckett. Certamente William Burroughs; il primo per le sue opere, il secondo per il suo aspetto. Un gentiluomo sotto il cappello grigio perla. Grigio nella prigionia dell’eleganza sartoriale. Frate grigio, francescano. Eminence grise” (Derek Jarman, Chroma, p. 49). Jarman si era accostato all’opera di Burroughs negli anni Sessanta. Inedito e sconosciuto in Gran Bretagna fino al 1962 quando al festival di Edimburgo la scrittrice americana Mary MacCarthy lo cita come uno dei più interessanti giovani autori americani. Gianmarco Del Re, Derek Jarman, Milano, Il Castoro, 1997
Buona visione
Etichette: CINEMA, DEREK JARMAN, VIDEO


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