venerdì 21 marzo 2008
Una svolta che ha pochi precedenti nel mondo della musica, un passo fondamentale nella loro discografia: Il gruppo di Tom Yorke si autodistribuisce direttamente on-line.
Radiohead? Si, grazie.
Canzoni, le loro, che sotto la piccola(?) etichetta "capolavoro degli anni '90" hanno disegnato i momenti più alti del quadro musicale moderno: da Creep a How To Disappear Completely da Exit music (for a film) a There There. Canzoni squisitamente sentimentali, personali evocazioni che aprono, che lo si voglia o meno, un'autentica porta all'onirico mondo del "suono".
Con "In Rainbow" le visioni notturne maturano, la dolcezza del sogno di Tom Yorke ci fa quasi rabbrividire; quando i climax di Nude o All I Need "anestetizzano" di trascendente magia le nostre orecchie è pelle d'oca. Un viaggio onirico che ci regala un'elegante interpretazione di Tom Yorke: una voce dalla sensualità unica.
Il problema suscitato dal nuovo modo di fruire la musica (dai lettori mp3 agli archivi sempre più invisibili della rete) è sottolineato dal coraggioso tentativo di fornire delle risposte non più artistiche ma commerciali.
Dal "normale" bisogno d'intossicazione musicale al "virtuale" bisogno di non-considerare l'esigenza, puramente economica, di chi ci regala atmosfere che ci continuano (per fortuna) a catapultare in non-luoghi di melodie, ritmi e parole.
Tristezza sia per chi non si è ancora scontrato, sia per chi non ha ancora superato i limiti del dogma contemporaneo:
-La domanda: quanto deve costare la musica oggi?
-La risposta: it’s up to you. Dipende da te.
Sperando che "In Rainbow" dia il via* ad una valida alternativa allo "scaric-a-mmassa" dei circuiti viziosi di emule & company che con l'andare del tempo stanno, inevitabilmente, svuotando l'approccio critico all'album come opera musicale e, irriparabilmente, incentivando l'ascolto distratto del puzzle che l'incoming violento, ingordo e gratuito ci scaraventa ogni-giorno sul nostro non-giradischi preferito: il pc.
"In Rainbows" è forse il disco meno immediato del quintetto inglese, persino più dell’ossessivo ed elettronico "Kid A". Ed è, se volete, il disco della definitiva maturità di questa band, l’album che poco aggiungerà ai cuori di chi ha amato "Ok Computer" oppure i toccanti momenti di "Amnesiac", ma fa intravedere che i Radiohead ci sono ancora, che la loro musica offre ancora numerosi spunti intimisti, "Nude" su tutti.
*Anche se ufficialmente è stato considerato un -parziale fallimento (..) per promuovere "In Rainbows"- non smetteremo di ribadire la nostra solidarietà con la politica dei Radiohead.
Se volete ulteriori informazioni potete consultare un'articolo che abbiamo trovato sul sito del Corriere della Sera, ecco il link:
http://www.corriere.it/spettacoli/07_novembre_07/marchetti_radiohead.shtml
Vi segnaliamo altri link utili:
http://www.radiohead.com/deadairspace/
http://www.ondarock.it/popmuzik/radiohead.htm
Etichette: IN RAINBOWS, MUSICA, RADIOHEAD


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