giovedì 24 aprile 2008

I libri e le loro pagine erano ventagli contro i sensi di colpa; soffiavano sul collo quando, appesantiti dal sudore, smettevano di fissarti, immobili, sotto gli occhi, tra le dita. Accarezzato dal vento, cartaceo e afoso, me ne stavo addormentato sotto la croce d'ombra della finestra quando, improvvisamente, delle immagini un pò confuse e un ritmo inaspettato mi sorpresero in un dormiveglia surreale. Sguardi eleganti e abbracci voluttuosi, parole "cristalline" che interagivano con i corpi degli amanti:
"Tomorrow never comes until it's too late...."
Cazzate a parte, son passati quasi quattro anni da quando, per la prima volta, ascoltai quel fottuto genio di Dj Shadow. Non capivo, ma quel beat straordinario e coinvolgente era qual cosa di meraviglioso, un viaggio onirico che solo chi concepisce un album come Entroducing può regalare. They were my first Six Days.

- Aprile 2008: Ho visto il nuovo film di Wong Kar Wai, My Blueberry Nights.
Un regista ambiguo, misterioso, dalle forme sensuali e mutevoli.
Un Dj eclettico, immaginifico, dal suond ricco e sofisticato.
Questo è Six Days.
Songwriter, american music producer, figura di spicco nello sviluppo dell'hip hop strumentale:
http:///www.djshadow.com
lunedì 21 aprile 2008

Perth, Australia dell'Ovest, Gennaio 1997: nascevano i Sodastrem, uno dei gruppi più influenti della scena indie-rock. Da più di dieci anni ci regalano atmosfere fiabesche e melodie suggestive in cui archi e voce trovano un equilibrio straordinario. Il duo australiano, scoperto da John Peel sin dai tempi dei primi Ep, possiede un'anima lo-fi dalla dolcezza acustica incantevole e ammaliante.
In questo bellissimo video il lirismo delle immagini sembra contemplare la semplicità dell'intreccio e la malinconia degli accordi. Heaven on The Earth; un'affresco folkeggiante, un'intimo grido di silenziosa solitudine.
O Solitude! If I must with thee dwell
O Solitude! If I must with thee dwell
Karl Smith (chitarra acustica, pianoforte, armonica, voce) e Pete Cohen (basso, contrabbasso), in arte Sodastream.
"...ma, in ogni caso, forse preferisco suonare le canzoni con una maggior dinamica musicale, [...] dove posso davvero dimostrare ciò che può fare il contrabbasso, da strumento quieto e gentile, che sostiene la melodia e il ritmo, a strumento che può urlare e stridere per il dolore e il dispiacere. E' proprio ciò che amo del mio strumento..."
Pete Cohen.
Buona Visione
- il sito ufficiale del gruppo:
mercoledì 16 aprile 2008

Etichette: LIBRI
lunedì 14 aprile 2008
"...Non dirò niente, non voglio dire nemmeno no, è la mia ultima parola..."

Regia: Werner Herzog, Soggetto: Werner Herzog
Sceneggiatura: Werner Herzog, Fotografia: Thomas Mauch
Etichette: CINEMA, LETZTE WORTE, VIDEO, WERNER HERZOG
venerdì 11 aprile 2008
Abbiamo scelto Volto Telato perchè rappresenta un punto di partenza alternativo per avvicinarsi allo sperimentalismo del poliedrico Gioli. Perchè alternativo? Stavolta la domanda la giriamo ai nostri lettori, sperando che le curiosità suscitate dalle nostre proposte stimolino quella "recherche" a noi tanto cara.
Sedetevi, rilassatevi e abbbandonatevi all'ipnotico cinema di Paolo Gioli.
Buona visione
Pittore, fotografo e cineasta, un'artista complesso e misterioso:
http://www.paologioli.it/
Etichette: ARTS, CINEMA, PAOLO GIOLI
martedì 8 aprile 2008
Produzione: Rosima Amstalt; Produttore: Franco Rossellini;
Pellicola Kodak Eastmancolor; Formato: 35 mm, 13 minuti, colore;
Macchine da presa: Arriflex; Riprese: domenica 18 ottobre 1970,
esterni Sana'a (Yemen del Nord), Adramaut (Yemen del Sud);
Regia: Pier Paolo Pasolini.
La voce narrante è dello stesso regista, che, in un commosso e personale commento, si appella all'Unesco affinchè protegga quelle bellezze, le conservi e le salvaguardi quali patrimonio storico-culturale dell'intera umanità: «Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sana’a. Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen ad avere coscienza della sua identità e del paese prezioso che esso è. Ci rivolgiamo all’Unesco perché contribuisca a fermare una miseranda speculazione in un paese dove nessuno la denuncia. Ci rivolgiamo all’Unesco perché trovi la possibilità di dare a questa nuova nazione la coscienza di essere un bene comune dell’umanità, e di dover proteggersi per restarlo. Ci rivolgiamo all’Unesco perché intervenga finché è in tempo a convincere una ancora ingenua classe dirigente che la sola ricchezza dello Yemen è la sua bellezza; che conservare tale bellezza significa oltretutto possedere una risorsa economica che non costa nulla, e che lo Yemen è in tempo a non commettere gli errori commessi dagli altri paesi. Ci rivolgiamo all’Unesco in nome della vera se pur ancora inespressa volontà del popolo yemenita, in nome degli uomini semplici che la povertà ha mantenuto puri, in nome della grazia dei secoli oscuri, in nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato».
"Le origini leggendarie di Sana'a, la capitale dello Yemen, risalgono a Sem, figlio maggiore di Noè e capostipite delle popolazioni semite, che un giorno decise di abbandonare il suo paese per trasferirsi a sud. Oltre il Rub al-Khall, il terribile deserto arabico, trovò una terra di alte montagne e valli fertili e decise di fondare una città, Sana'a".
La città vecchia di Sana'a, per le sue testimonianze artistiche, è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità nel 1986.
Ecco alcuni link utili:
http://www.markos.it/yemen/
http://www.yemenembassy.it/paese/sanaa.php
giovedì 3 aprile 2008
Etichette: CINEMA, VIDEO, WERNER HERZOG




