mercoledì 16 aprile 2008

LIBRI: COME UN'ONDA CHE SALE E CHE SCENDE



E' raro, in quest'epoca di incertezze trovare la classica "opera monumentale".
L'idea stessa di "monumentale" ci rende più inquieti che curiosi. Breve è bello, e in una realtà sempre più complessa e interconnessa, lo sforzo di entrare nelle profondità di tematiche scivolose come ghiaccio sembra quasi una fatica di Sisifo, con l'aggravante dell'autoinflizione dell'inutile sforzo da parte di chi provi a intraprenderlo.

Non è più tempo dei "De Rerum Natura", dei sistemi kantiani o dei libri troppo voluminosi, Foucault è morto da un pezzo, e con lui chi si prendeva la briga di studiare le archeologie e le microfisiche del potere e delle relazionie nel breve lasso di tempo che intercorre tra lui e noi il mondo è cambiato più di quanto molti si sarebbero potuti aspettare.
Tutto è più veloce, più compresso e dove c'è compressione non c'è posto per troppe pagine (e spesso,nemmeno per troppe idee).


Per fortuna nessuno deve aver avvertito William T. Vollmann di questa direzione che hanno preso le cose della letteratura, dal momento che mi sono trovato tra le mani l'incredibile "Come un'onda che sale e che scende" (e qui sono dovuti i ringraziamenti a Riccardo che me l'ha portato...), circa 950 pagine di pensieri su violenza, libertà e misure d'emergenza. E questo nell'edizione tradotta in italiano, che è una versione ridotta di quella originale composta di ben sette volumi...

Dalla prefazione veniamo a conoscenza che la tesi fondamentale dell'opera è che i valori morali possano essere trattati per certi versi come assoluti, per altri come relativi.

Cito volutamente questa descrizione ipersemplificata che a prima vista potrebbe apparire leggermente banale, come uno che cerchi di giustificare contemporaneamente due posizioni opposte, o che cerchi di definire scientificamente ciò che definibile non è.

In realtà il viaggio attraverso cui ci accompagna, ci permette di vedere attraverso i suoi occhi, dandoci il privilegio di osservare dietro-le-quinte aspetti diversi di società e individui diversi che gravitano tutti intorno alla parola violenza.
Riflessioni personali, citazioni e ricostruzioni di epoche passate, parole di accusa, rivendicazioni, brandelli di vita e di carne che ci scorrono davanti, vanno tutti a formare un quadro, che per quanto mobile e incostante, esplode di significati a ogni nuova pagina.

L'impressione che mi ha creato, più che un'onda (che è sicuramente l'immagine più poetica...), è quella di una montagna russa, sulla quale ci troviamo noi e lui.
La struttura della giostra, i "calcoli morali" come li chiama Vollmann, che sono molto simili tra loro, e a leggerli tutti elencati, non sono poi cambiati molto dagli inizi della società, ruotano e ci vorticano intorno, o forse siamo noi a muoverci intorno a loro, che in base alle bocche che li citano, diventano ultimo baluardo della difesa della propria vita o giustificazione delle peggiori e insensate atrocità.
L'autore ci accompagna in ogni angolo del mondo e del tempo, dall'arrivo di Cortéz in Messico, alla guerra di secessione americana, dalla Sarajevo paralizzata dai cecchini alle dekulachizzazioni sovietiche, da ogni episodio, da ogni rivoluzione, da ogni stupro e assassinio emerge un movimento oscillatorio che toglie la terra da sotto i piedi lasciando come unica certezza il dolore di chi la violenza la subisce.






COME UN'ONDA CHE SALE E CHE SCENDE


WILLIAM T. VOLLMANN


"STRADE BLU" MONDADORI


prima edizione italiana MARZO 2007


22 EURO (ed è veramente un piccolo prezzo per ciò che ne otterrete)




BUONA LETTURA A TUTTI

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bello il vostro blog... Giulia

OFFICINADIAZ ha detto...

Grazie... è sempre stimolante ricevere commenti, se poi ci scappano anche i complimenti bè... allora la (loro) lettura risulta più che piacevole.

Sperando di ri-trovarti nella nostra officina...
Antonio & co.

NELLA PIETà CHE NON CEDE AL RANCORE, MADRE, HO IMPARATO L'AMORE.

 

blogger templates | Make Money Online